Sinagoga Centrale di Milano

Sinagoga Centrale Hechal David u-Mordechai

Sinagoga Centrale Hechal David u-Mordechai

Il primo oratorio della Comunità era in via Stampa 4: una stanza di un centinaio di metri quadrati che faceva parte dell’appartamento del rabbino Prospero Moisè Ariani. Questo fu l’unico luogo di culto fino al 1892, quando fu inaugurata la sinagoga di via Guastalla 19. Il Tempio centrale, che ha assunto dal 1997 il nome “Hechàl David u-Mordechai”, segue il rito italiano ed è la sede del rabbinato centrale. Fu inaugurato nel 1892 su progetto di Luca Beltrami, uno dei più eminenti architetti italiani dell’epoca. L’edificio ripeteva uno schema basilicale, a tre navate, secondo i nuovi indirizzi dell’emancipazione.  Colpita nel 1943 da bombe incendiarie, a guerra finita della sinagoga era rimasta in piedi soltanto la facciata. Questa è l’unica parte originaria rimasta ancora oggi dopo la ricostruzione del 1953 e la ristrutturazione del 1997.  Il pavimento è rimasto inalterato, in marmo rosso di Trani e in marmo perlato di Sicilia bianco. Le vetrate delle 23 finestre, opera dell’artista newyorkese Roger Selden, costituiscono uno degli elementi più caratterizzanti della nuova sala per la vivacità dei colori e la ricchezza delle immagini. Il suo lavoro si presenta come un grande collage di simboli (si riconosce il maghen David, lo shofar, la menorà, il lulav) e di lettere ebraiche, che si ripetono con toni e forme diversi, alcuni con tratti netti, altri con tratti sfumati e polverosi, oppure lascia che le lettere abbiano un puro valore decorativo. Colori, dal rosso al blu, dal giallo all’azzurro, tutti trasparenti alla luce.  Alle spalle della grande sinagoga, si trova la Schola Carlo e Gianna Schapira, di rito italiano, i cui arredi provengono dalla scomparsa sinagoga di Fiorenzuola d’Arda.